R.P. Kaushik

Tratto dal libro: “La Lunga Notte dell’Anima” di R.P. Kaushik

Quando l’intelligenza assume la direzione delle funzioni della mente, comincia ad agire anche sul corpo.
La profondità con cui vi immergerete in questa vita spirituale determinerà la vastità dei cambiamenti che avranno luogo nel vostro corpo.

Quando la mente si trova ad affrontare dei problemi che possono essere privazioni, malattie, frustrazioni o restrizioni di qualsiasi genere, cerca una soluzione. E in ogni epoca la mente umana ha sempre immaginato che la soluzione dei suoi problemi fosse da ricercare andando all’opposto di “quello che è”.
Così all’opposto di questo mondo, che è limitato, la mente umana ha immaginato che esista un Dio senza limiti.
Il conflitto tra gli opposti non ha fine e un Dio di questo genere può solo essere in conflitto con la sua creazione.

L’ unica via che conduce all’Assoluto è il completo dissolversi di “quello che è”, sia che si tratti di qualcosa di sublime, di meraviglioso o di un fatto qualsiasi.
In poche parole, morire a tutto “ciò che è” manifestazione significa rinascere nel non manifesto.
La fine del pensiero, la completa cessazione del pensiero significa l’affiorare del non manifesto. Allora la morte non comporta più la fine di qualcosa, ma implica il passaggio ad un livello più profondo di esistenza.
Se cercate di raggiungere l’Assoluto rifiutando il relativo, quello cioè che si manifesta, mandate in frantumi la vostra mente, e viceversa.
Il nesso che collega queste due esperienze è l’intelligenza.
L’intelligenza non appartiene alla dimensione del relativo, ma le dà significato e il giusto posto.
Tutto quello che percepiamo allora acquista un senso in relazione all’Assoluto.

Non crediate che la consapevolezza sia qualcosa che discende dall’alto su di voi.
Dovete lavorare duro e lavorare duro non significa affatto fare sforzi, ma significa rimanere dove siete, stare “con quello che è”, qualunque cosa sia.
Quando tutti i nostri sforzi finiscono, quando tutto finisce, in quel vuoto totale Dio prende il controllo della situazione.

Solo quando c’è amore si ha la stessa intensità, ed è una grande responsabilità del guru agire in modo da non creare seguaci.

Tratto dal libro: “Alchimia Organica” di R.P. Kaushik

Se c’è vero amore e comunione, il sesso non sarà ricerca di piacere, ma un’espressione dell’amore e sarà l’amore a dirvi quando avere un rapporto sessuale e quando non averlo.
L’amore vi renderà sensibili ai sentimenti altrui, ai reciproci bisogni e esigenze, e quando avete questa sensibilità non potete essere distruttivi, violenti o possessivi.
Quando rinunciate ad una cosa per un’altra non è rinuncia, è un commercio, state solo calcolando perdite e guadagni.
Se la mia spiritualità è in conflitto con il mio amore per una donna, sarà solo in concetto, un immagine. La vera spiritualità è uno stato di libertà totale, in cui non c’è divisione tra spirito e materia.

La gioia è sempre spontanea e non può essere cercata né progettata, il piacere è sempre l’oggetto di una ricerca.
L’esperienza della gioia libera la mente ed il cuore: non si accumula, né grava la mente di memorie.
Le esperienze del piacere si accumulano attorno ad un centro che chiamiamo io od ego. La gioia non annoia mai.
Il piacere oltre un certo limite diventerà tedioso.

Perché si crei un vero rapporto, l’io deve cessare di esistere in quanto soggetto e non identificare più gli altri come oggetti, cioè usarli come strumenti di auto appagamento.

Ogni metodo o tecnica o mantra per trasformare la mente è un’illusione.
Ciò è possibile solo attraverso un’autoconsapevolezza appresa ad ogni istante.
Tecnica significa specializzazione, cioè essere esperti di una parte, non ci si può specializzare sull’intero, sarete degli specialisti, ma non vi renderà capaci di vedere la totalità.

Quando la mente o intelletto è impotente o senza risorse, vedo che mi trovo in uno stato di umiltà, nell’umiltà c’è abbandono e silenzio, c’è innocenza. Quando ha fine l’arroganza intellettuale, inizia il processo del vedere. Ma è importante capire che l’umiltà e l’innocenza non possono essere coltivate.
Il solo valore di un mantra o di una tecnica che un insegnante onesto può trasmettere, consiste nel rimuovere dalla mente del discepolo l’illusione che un metodo o una tecnica possa funzionare.

L’intensità interiore verso il vero non è una via, è energia.

La vera fede è possibile solo nell’autoconsapevolezza totale. Essa non appartiene ad un popolo, a una religione o a un gruppo speciale, non è in conflitto con la ragione, non è la causa di discordia tra gli uomini.

La vita è un grande mistero. Né libri, né maestri, o scritture, vi potranno rivelare cos’è la vita. Essa può essere scoperta solo di momento in momento, tramite un’attenzione totale.
Non siate critici mentre osservate voi stessi, osservate passivamente, senza scelta. Non osservate allo scopo di giungere al silenzio. Se avete un motivo cessate di guardare. Ogni motivo di raggiungere il silenzio mentale, è un sottile forma di violenza.

Ogni volta che l’uomo è toccata dalla sofferenza, egli evade, non avendo quindi un contatto reale con il dolore, vive sempre nel timore di diventarne preda. L’insensibilità dell’individuo verso la propria sofferenza porta all’insensibilità verso le pene altrui. In questo modo si distrugge la possibilità dell’amore nella propria vita.

Con l’intelletto l’ascolto cessa completamente. E’ come inserire una derivazione. L’intelletto è la vostra difesa contro qualcosa che non volete ascoltare.

Vedere l’impossibilità della trasformazione, è l’inizio del vedere. Vedere che sono una massa di idee confuse, di emozioni e di istinti, che non ho i mezzi per cambiare e che non posso realmente cambiare perché proietto me stesso, è il primo passo verso un mutamento della coscienza.
L’io è cieco, l’osservatore è cieco, nel vedere l’impotenza dell’osservatore, ha inizio il mutamento. Quando l’osservatore conscio giunge alla fine, viene a galla l’osservatore inconscio. Non vi siete mai accorti della sua stupidità. Guardate questa stupidità, è un fatto. Non potete evitare un fatto. Vedere la parte oscura di se stessi e rimanere in quest’ombra, è il calore, la disciplina dell’osservazione. E’ il fuoco che trasformerà l’osservatore.

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